🌍 Addio abbondanza

Ciao!

Come ogni inizio dell’anno, provo una strana perversione nel leggere i trend report che mi capitano a tiro.

E’ difficile sfuggire ai grandi temi del metaverso, del web3 e di tutto ciò che ad essi è strettamente o remotamente correlato. Ma un altro tema, altrettanto importante, è quello della logistica. Il settore ha visto una crescita esponenziale da una parte, ma è stato anche rallentato dalla pandemia dall’altra, o da altri altri eventi straordinari come il blocco del Canale di Suez, la mancanza di manodopera qualificata, la carenza di componenti ed il progressivo esaurirsi delle risorse energetiche.

Tutto questo porta a…

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🌍 Addio abbondanza

 

Questi sconvolgimenti sono, secondo la maggior parte degli analisti, destinati ad accompagnarci per ancora molto tempo. Fjord, l’agenzia di Accenture Interactive, infatti, parla addirittura di fine del pensiero dell’abbondanza: ossia, dovremo fare i conti con gravi carenze e tempi di fornitura sempre più lunghi, per una crescente varietà di prodotti.

Certo, l’intelligenza artificiale consente già di anticipare la domanda e di ottimizzare i flussi, i servizi di consegna autonomi e i magazzini automatizzati compensano la carenza di manodopera, mentre i dark store avvicinano i magazzini agli utenti finali. E a più lungo termine, la coltivazione di carne, pesce o anche caffè in laboratorio come il cell-cultured coffee, così come le fattorie urbane o casalinghe, consentiranno una produzione sempre più sostenibile e vicina possibile al consumatore. Aziende come Relocalize in Canada stanno già aprendo micro fabbriche nel cuore delle città e non sarà l’unica a testare questa possibilità.

 

Ma tutto ciò ancora non basta.

Questo è il futuro al quale ci dobbiamo abituare, e dobbiamo augurarci che le startup ad impatto, e ancor di più gli unicorni ad impatto*, ci accompagnino durante questa transizione. 

*aziende sotto i 20 anni, valutate oltre 1 miliardo di dollari, la cui mission riguarda uno (o più) dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile individuati dalle Nazioni Unite. Nel mondo ci sono attualmente 146 unicorni a impatto, 52 dei quali sono nati nel 2021.

Esempi virtuosi: Goodleap, il marketplace che facilita la ristrutturazione energetica delle abitazioni, Clarios, leader mondiale nella produzione di batterie elettriche o BYD, la Tesla cinese.

Gli Stati Uniti registrano il maggior volume di investimenti con 22 miliardi di dollari mentre l’Europa ha la quota di investimenti in startup ad impatto in percentuale più alta (14%). Sempre in Europa, questo settore rappresenta una fonte di posti di lavoro in rapida crescita (146.000 nel 2021 contro 40.000 nel 2018) ma il mercato più in fermento nell’ultimo anno è stato il Sud America (6% di YTD growth ratio dal 2017 al 2021).

Ma se iniziassimo anche noi a cambiare il nostro comportamento?

Dobbiamo imparare a consumare meno e meglio. Il rincaro dei prezzi dell’energia, le tensioni sulle forniture delle materie prime (vedi Ucraina) e i tragici effetti del cambiamento climatico ci ricordano crudelmente che le nostre risorse non sono infinite e che i nostri stili di vita hanno un costo, non solo finanziario. Oppure, per citare Naval: immaginiamoci come dei cavernicoli con solo pochissime risorse a disposizione.

Le risorse ci sono, occorre semplicemente sapere come sfruttarle. E la tecnologia potrà aiutarci in tal senso.

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