🤖 Il segreto di Discord

Recentemente mi sono iscritto ad un canale Youtube nerdissimo per crypto investitori: per poter fruire di ulteriori contenuti ho dovuto registrarmi su una piattaforma che, non essendo un fervente gamer, probabilmente non avrei mai frequentato. Non mi ritengo un vecchietto — anche se l’ultimo titolo col quale ho giocato è stato Fifa 98 — ma i videogame non mi hanno mai realmente appassionato.

La piattaforma in questione è Discord. Una delle più chiacchierate degli ultimi mesi, anche per le voci relative ad una probabile vendita a Microsoft.

Ma cos’è Discord, esattamente?

Incollo da Wikipedia:

Discord è una piattaforma statunitense di VoIP, messaggistica istantanea e distribuzione digitale progettata per la comunicazione tra comunità di videogiocatori. Gli utenti comunicano con chiamate vocali, videochiamate, messaggi di testo, media e file in chat private o come membri di un server. Quest’ultimi sono una raccolta di canali di tipo vocale e/o testuale.

Discord gode, dalla sua creazione, di un fortissimo slancio dai gamers, ovvio, ma ritengo la sua organizzazione e struttura interessante per più gruppi di persone, non solo quelli appassionati di RPG o eSports.

Partire è piuttosto semplice: in pochi minuti si può creare un server, l’infrastruttura sulla quale si poggerà l’intera community. Una volta ottenuto l’accesso (spesso ad invito), gli utenti sono in grado di comunicare tra loro attraverso più tipi di formati come quello testuale, audio, video, GIF, emoji, adesivi, live streaming e con gruppi solo vocali — stile Clubhouse prima che Clubhouse diventasse tale, anche se solo per pochi utenti, e con la possibilità di organizzare il server in ulteriori sub-community e sub-sub-community, come un forum o un canale IRC.

A tutto ciò si possono collegare bot per automatizzare alcuni processi (come l’accettazione di nuovi membri) o per espandere le funzionalità del server stesso, come ascoltare musica in background, generare meme o giocare a Pokemon senza mai lasciare l’app.

Ricordate la distinzione che ne fa Wikipedia? “Progettata per la comunicazione tra comunità di videogiocatori.”

Ed è sicuramente questo il motivo per la quale è nato: unire milioni di giocatori in tutto il globo e dare la possibilità a creators e influencer di lanciare le proprie community. Non è un caso che i server con più utenti attivi siano quelli dedicati a Fortnite, Among Us, Roblox o Minecraft o youtubers come Mr.Beast.

Ma le velleità del CEO e founder Jason Citron, son più grandi.

Infatti, nel giugno 2020, l’azienda ha semplificato il suo tagline in Il tuo posto per parlare, cercando di superare l’identificazione di chat per gamers a software adatto per più tipi di community.

E, al contempo, diventare profittevole.

Si, perché nonostante numeri assolutamente interessanti — 130 milioni di dollari di fatturato nel 2020 — Discord ha dichiarato di non essere ancora un’azienda pienamente redditizia. Il suo unico programma a pagamento (Nitro) che consente di acquistare server più potenti, larghezza di banda più generosa e più benefit per gli utenti, non è ancora arrivato a break even.

E il core della sua operatività — server chiusi ed autonomi — non prevede a tutt’oggi l’inserimento di pubblicità, mossa quasi obbligata per app di questo tipo. E sappiamo quanto possa essere pericoloso il free riding per la sostenibilità economica. Dal punto di vista orwelliano della concorrenza, se non sei efficiente rischi di uscire per sempre, e la valutazione fatta dagli advisors di quasi 7 miliardi di dollari deve essere ancora giustificata dal punto di vista finanziario.

A parte qualche piccolo incidente di percorso comunque, Discord, ai suoi utenti, piace e tanto: una metrica interessante è quella degli utenti attivi giornalieri: 14 milioni in contemporanea.

Volendo fare un paragone con Twitch, per i suoi contenuti live, ha una media di appena 2 milioni.

La concorrenza, dicevo, è tanta: Youtube, Twitch, TikTok o Instagram possono servire allo scopo, anche se troppo passivi, mentre le app di messaggistica come Whatsapp o Telegram mancano di alcune funzionalità pensate per il broadcasting. Nemmeno Reddit, Circle o Discourse offrono l’interattività di Discord. Slack o Teams sono troppo incentrati sui team di lavoro. E i gruppi Facebook non piacciono affatto ai più giovani.

Non è un caso che ad averla scelta siano proprio gli appartenenti alla Generazione Z, i veri nativi digitali e più a loro agio su app di questo tipo. Che, a mio avviso, potrebbero funzionare meglio di molte altre soluzioni dedicate alla scuola e all’interazione professore-studente: un third place che i ragazzi già conoscono, e che può favorire la multimedialità dello studio in modo del tutto trasversale.

Discord è comunque fatto dai gamer per i gamer. Ha radici profonde nell’ecosistema dei videogiochi ed ha un gruppo di seguaci affezionato. Man mano che si espanderà su verticali differenti, dovrà mantenere una propria identità e credibilità, magari prestando particolare attenzione alla privacy e sicurezza dei propri utenti. Cosa che non stanno facendo — o non del tutto — Facebook, Youtube o TikTok.

Che si tratti di giocare insieme, collaborare ad un progetto o allestire uno spazio virtuale per un gruppo di persone, Discord può essere la soluzione. Magari anche grazie all’aiuto di Microsoft.

📰 News

  • Rubati i dati di più di 500 milioni di account Facebook. Roba del 2019, dice Zuckerberg e forse non è ancora troppo tardi per rimediare. La prossima volta però, evita di partecipare al quiz “Quale principessa Disney sei”.
  • Nasce la Scuola Nazionale di Pastorizia per ridare valore a un settore strategico.
  • Il lavoro da remoto è sopravvalutato?
  • Clubhouse consentirà ai creators di monetizzare con le chat. E intanto Twitter testa la funzionalità gruppi.
  • Per la prima volta è stato connesso un cervello umano ad un computer.
  • Addio a Facebook Analytics. Sparirà per sempre a partire dal 30 Giugno 2021. Sbarca però, solo in US al momento, Hotline: un po’ Clubhouse, un po’ Instagram Live.
  • Dal 4 Maggio ci dirà addio anche Yahoo! Answers, il sito più comico degli ultimi 15 anni.

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