Acquista ora, indebitati dopo

Acquista ora, consuma, paga dopo e indebitati. Rinse & Repeat.

Passatemi il titolo provocatorio, ma all’intersezione tra ecommerce e credito ci sono sempre più aziende tecnologiche che danno modo ai consumatori di acquistare di più e velocemente, ma che nascondono anche dei rischi più o meno evidenti.

Perché comprare scarpe, borse firmate e persino un MacBook nuovo di pacca in un’unica soluzione, quando puoi farlo in tre (o più) comode rate? Il pagamento differito o BNPL (Buy Now Pay Later) un tempo concepito più per transazioni come l’acquisto di un elettrodomestico o di un’auto, si sta diffondendo prepotentemente anche nell’online in Italia, Europa e resto del Mondo (dove in verità esiste già da qualche anno).

E le startup del settore non fanno che venire l’acquolina in bocca agli investitori, che concedono loro finanziamenti stratosferici: l’ultima valutazione di Klarna ammonta a 46 miliardi di dollari.

Il concetto di BNPL comprende però un’ampia gamma di soluzioni (che possono differire da un paese all’altro) con le più diffuse che ricadono in:

  • Pagamento dilazionato a rate

L’importo totale dell’acquisto è suddiviso in poche rate (di solito 3 o 4). Contestualmente all’acquisto, autorizzi il fornitore BNPL a ricevere i pagamenti scaglionati nel tempo. In caso di ritardi, saranno previste eventuali penali. In caso contrario, non ci sono interessi da corrispondere.

  • Paga dopo

Qui puoi ritardare il pagamento per un tot di giorni. Di norma da 14 a 30. Riceverai un promemoria quando il pagamento sarà dovuto. Il modello è particolarmente utilizzato da quei clienti che vogliono provare il prodotto prima di acquistarlo ed anche in questo caso non sono applicati interessi.

Nulla di nuovo sotto il sole: è una pratica in uso da tempo, il factoring (azienda che vende i propri crediti ad una parte terza), ma integrarlo in modo quasi nativo all’interno di un ecommerce diminuisce esponenzialmente la friction in fase di acquisto. Nulla di nuovo, dicevo, eppure è ormai una corsa all’implementazione da parte dei negozi online, più o meno strutturati (e questo non è un bene).

Il metodo di pagamento più utilizzato resta comunque la carta di credito, ma è una tendenza che nei prossimi anni muterà radicalmente. Si prevede infatti che l’industria BNPL finanzierà circa 680 miliardi di dollari di vendite nel 2025 con un tasso di crescita annuo del 13,25%, dagli 285 miliardi registrati nel 2018. Insomma è un trend che va tenuto in grande considerazione.

Quindi: il BNPL è un’esperienza senza attriti per il consumatore, con maggiore flessibilità nell’emissione del credito e pochi controlli sull’affidabilità (d’altronde tra i più grandi utilizzatori ci sono i giovanissimi che di storia creditizia ne hanno ben poca).

Per le aziende BNPL è ancor di più un ottimo affare: i rischi di default sono limitati, le fee sullo scoperto o sulla mora bilanciano gli interessi a zero. Ma la fetta di guadagno più alta proviene dalle commissioni applicate ai negozianti che vanno dal 2 all’8%. Dal punto di vista del commerciante è uno dei metodi di pagamento più costosi, certo, tuttavia il BNPL si dimostra un’importante spinta nei tassi di conversione e nella fidelizzazione dei clienti.

La concorrenza non resta a guardare: Mastercard e Visa e sono lavoro su una serie di progetti per consentire alle banche emittenti di carte di offrire opzioni di pagamento rateale direttamente nel punto vendita, Paypal ha iniziato ad offrire il credito su 4 rate (e con la sua vasta rete commerciale esistente, lo qualificherebbe di diritto come il concorrente più serio per Affirm & co.) e pure Apple offre già finanziamenti tramite la Apple Card con pagamenti mensili (ma ovviamente solo per i suoi prodotti).

Come spiegare questa crescita vertiginosa?

L’accelerazione nell’adozione del commercio online a seguito della pandemia senza dubbio, l’impossibilità di concedere finanziamenti nei negozi fisici e le difficoltà economiche di molte famiglie nell’ultimo anno e mezzo hanno fatto il resto. Non è un caso che molte società BNPL abbiano trovato terreno fertile in quei paesi più poveri dove poche famiglie hanno possibilità di accesso al credito tramite i canali tradizionali.

A questo va aggiunto il fatto che Gen Z e Millennials lo prediligono come modalità di finanziamento.

Quale sarà il futuro prossimo per il BNPL?

I principali player come Klarna, Affirm e Afterpay si stanno trasformando in veri e propri aggregatori. Tutti e tre hanno lanciato i rispettivi marketplace che consentono agli utenti di acquistare dai commercianti partner scegliendo il tipo di finanziamento preferito. Inoltre ci sarà più integrazione tra online ed offline: sia Affirm che Afterpay offrono carte virtuali che possono essere utilizzate per pagamenti in negozio. E alcune catene, come Walmart, offrono soluzioni integrate per l’acquisto rateale attraverso partnership con fornitori di pagamenti BNPL. E sempre di più saranno le app crossover che estenderanno le funzionalità di pagamento differito ad altri ambiti come Uplift, che consente di acquistare a rate voli aerei con United, Delta o Lufthansa. Infatti secondo uno studio Worldpay, il 44% degli intervistati apprezzerebbe la possibilità di acquistare biglietti aerei rateizzando l’importo totale.

Parliamo di debiti.

Per i venditori solo belle notizie: il valore del carrello medio degli utenti è aumentato, quindi il pagamento differito piace.

Questo metodo di pagamento aumenta le vendite al dettaglio e spinge i consumi oltre le più tradizionali garanzie di credito. Ma la relazione tra queste modalità di acquisto e la storia creditizia dei consumatori è quantomeno pericolosa. Il controllo del credito sui clienti è minimo (se non nullo, in alcuni casi). E la promessa di non sporcare la fedina agli occhi del CRIF fa gola a tanti. In termini pratici, il rischio di consumare troppo e accumulare più debito di quanto possa essere rimborsato è reale.

Questa statistica è self-explaining:

Ovviamente ci sono persone che non dovrebbero utilizzare il BNPL poiché il loro budget non lo consente e nonostante tutto lo faranno comunque. Già nel (tecnologicamente) lontano 2019 Vox sollevò più di una perplessità in merito.

Quindi per chi fa business, molto bene. Per quei consumatori che saranno in grado di ripagare il loro debito, ottimo. Ma per chi non avrà i mezzi economici adeguati, potrebbe rivelarsi molto rischioso.

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