Come AirBnB si autofinanziò con i cereali

Oggi, Airbnb vale circa 38 miliardi. Dollaro più, dollaro meno.

È essenzialmente la più grande catena alberghiera del mondo, ancor più grande di tutte le 5 migliori catene alberghiere esistenti messe insieme.

E non possiede nemmeno uno stramaledetto hotel.

Ma questa storia la sai già.

Partiamo dal 2007, San Francisco.

Un designer squattrinato di nome Brian Cheskye i suoi coinquilini si trovavano in un brutto pasticcio.

Dovevano pagare l’affitto (si sa, San Francisco è sempre stata cara) ma i soldi, in quel periodo, scarseggiavano.

Così, si fecero furbi e tirarono fuori dal cappello magico un’idea così semplice, quanto rivoluzionaria.

In quel periodo si stava svolgendo nella città americana la conferenza annuale dell’Industrial Design Society of America.

“E se offrissimo a dei completi sconosciuti una notte su dei materassi gonfiati e preparassimo loro la colazione al mattino?”

E in questa occasione nacque: Air Bed & Breakfast.

Con grande sorpresa di Chesky, si presentarono tutti e tre gli ospiti, sganciarono 80 dollari a testa e boom, in poco tempo avevano i soldi dell’affitto.

Ma, ancora più dei soldi, ebbero un’idea.

Una grandissima idea.

Abbastanza grande da investire tutti i loro risparmi ed indebitarsi di ben 20.000 dollari.
Airbnb è stato improvvisamente messo in secondo piano perché Chesky e i suoi collaboratori avevano un problema molto più grande da risolvere.

Avevano esaurito tutte le loro liquidità.

Fu proprio durante le elezioni McCain-Obama, che decisero di trasformare scatole di cereali Cheerios e Captain Crunch in un “side-business”.

Chesky infatti, contattò una tipografia che gli spedì 1.000 scatole di cartone etichettate “Obama O’s” e “Captain McCain”.

Con una pistola vinilica, Chesky e i suoi co-fondatori assemblarono le scatole, le riempirono di cereali e le misero in vendita a 40$ ciascuna!

Quest’idea originale permise loro di andare in onda sulla tv locale e di avere un eco tale da riuscire a vendere tutte le confezioni di cereali riuscendo così a ripianare tutti i debiti precedentemente contratti per l’avvio di AirBnB.

Una storia divertente ma anche educativa, no?

Il marketing è analisi, programmazione e pianificazione.

Ma anche creatività, ingegno e, aggiungo io, ogni tanto una bella botta di culo.

E per celebrarla, decisero anche di chiamare il loro font ufficiale proprio CEREAL.

Il pensiero “laterale” di Chesky gli ha consentito di ottenere visibilità, denaro e una storia da raccontare ai nipoti.

Ma non è l’unico ad averne fatto uso sapiente. Rory Sutherland, VP di Ogilvy, nel suo celebre speech ne parla diffusamente facendoci fare grasse risate:  

“Ataturk, fu molto astuto nello scoraggiare l’uso del velo in Turchia, per modernizzarla. Delle persone noiose avrebbero semplicemente proibito il velo. Ma ciò avrebbe comportato tanta resistenza. Ataturk preferiva il pensiero laterale. Così, rese il velo obbligatorio per le prostitute!”

E così anche Mailchimp decise di utilizzare il pensiero laterale e, come trovata di marketing, si mise a vendere cappelli per gatti.

E tu? Hai mai utilizzato il pensiero laterale nelle tue scelte di business e di promozione?


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