Netflix ci prova col gaming

Matthew Ball è uno di quegli analisti media e tech da seguire se si vuole stare un passo avanti a tutti gli altri, ed è molto esperto su tutto quello che è o può essere Metaverso. La sua analisi su Netflix e sull’intenzione della piattaforma di Reed Hastings di buttarsi a capofitto nel mondo del gaming è assolutamente da non perdere. Ho cercato di fare un breve riassunto di un articolo di per sé già molto corposo (aggiungendo un paio di considerazioni personali).

Perché Netflix vuole entrare nel gaming (oltre che per i soldi)

Netflix, nonostante i ripetuti attacchi di competitor come Disney o Prime, è da anni nella top of mind di quei consumatori che amano il cinema o le serie TV. La domanda non è più tanto dove guardare, bensì il cosa guardare. Ma la vera sfida è generazionale: infatti il videogioco sta diventando sempre più il suo rivale principale. I videogame sono i media più apprezzati dai consumatori di domani con un settore che cresce ogni anno di circa 140 milioni di utenti in più. E i suoi confini si stanno allargando in continuazione: il gioco diventa concerto, il concerto diventa esperienza immersiva, un’esperienza immersiva diventa un third place per i più giovani. Quindi, anche in questo caso, il nemico di Netflix potrebbe davvero essere più il metaverso che il gaming in senso stretto.

Le sfide che Netflix deve affrontare nel gaming

Partiamo dall’aspetto tecnico: i giochi più popolari e redditizi al mondo sono quasi tutti online e multiplayer. Ciò richiederebbe per Netflix la creazione di un sistema di account estesi (e altamente social) con inclusi matchmaking, classifiche e servizi di gestione di risultati, nonché chat e messaggi dal vivo, sistemi anti-cheat, assistenza clienti, gestione dei pagamenti e delle microtransazioni, aggiornamento o gestione delle patch e molto altro ancora.

Netflix non ha alcun tipo di tecnologia simile al momento, e gli sviluppatori sono ancora in alto mare. Per quanto riguarda l’aspetto distributivo, il più grande vantaggio competitivo di Netflix è l’accesso diretto alla TV: oggi, nessun gioco è presente su questo mezzo, ma altresì gli investimenti in hardware come console e gamepad dovrebbero essere molto alti.

Per logica, sarebbe molto più semplice replicare un servizio di streaming audio come Spotify, piuttosto che farsi un nome nel settore del gaming. Ma Reed Hastings pare non si voglia minimamente arrendere.

Cosa sta facendo al momento Netflix

I primi tentativi di sperimentazione di Netflix in Polonia (Stranger Things in versione videogioco) sono più simili al servizio di abbonamento ai videogiochi di Apple, Arcade. Ma con già 3 anni sulle spalle, un prezzo due volte inferiore a quello di Apple Music ed un catalogo di oltre 200 titoli, Arcade ha convinto solo lo 0,5% dei possessori iOS con un churn rate mensile del 20%. Numeri ben poco rassicuranti insomma, ed anche in questo caso la strada è tutta in salita per Netflix.

Quale sarà il suo destino?

Oltre che cospicui investimenti, ci vuole anche tanto tempo. La stessa Microsoft, prima di rendere l’XBOX un prodotto redditizio, ha impiegato 20 anni di studi e test. Fino ad arrivare ad acquistare Minecraft, un prodotto già fatto e finito. La stessa Amazon con Game Studios non sembra aver ottenuto un grande successo.

Quindi Netflix sta cercando davvero di trovare fortuna nel gaming o forse è qualcosa di più? Citando John Riccitiello, CEO di Unity:

“I don’t want to make a prediction for Netflix, but I am certain within the next two-to-three years, you’ll be able to freeze the frame, put on a set of VR or AR glasses or look through your phone, then walk into the scene and go anywhere. Let’s say they produce a Godfather movie and it’s in 1960 New York. The traffic will be there, the shop keeps will be there. You’ll be able to wander around that world and interact. Not just by yourself, but with your friends, and their friends. And it can be while the film was taking place, or freezing it just looking at the way it looks right now. Or be completely independent of the film itself. The world will be real.”

La visione di Ball è quindi quella di un Netflix che appronterà una strategia soft nel mondo gaming e cercherà invece di implementare quante più funzioni utili ad avvicinare lo streaming al Metaverso.


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