Oggi è Black Friday! Ma anche no.


Lo so, l’edizione di venerdì scorso era un po’ lunghetta. Me l’ha fatto notare mia moglie, e pure Gmail, che ha troncato in due la newsletter.

Ma su web3, blockchain, NFT e crypto c’è davvero tanto da scrivere. Ed è per questo che ti avevo chiesto se un eventuale prodotto premium ti sarebbe potuto interessare, remember? Ecco, più di 100 di voi hanno hanno detto SI! (104, per l’esattezza), quindi direi che la risposta è stata più che positiva. Stay tuned!

Intanto un piccolo aggiornamento su Newsletter Italiane: il redesign è pronto, ma sto avendo qualche difficoltà ad implementare il social login. A questo punto ci penserò in seguito, e spingerò per mettere il sito online il prima possibile. D’altronde come dicono quelli più smart di me: fatto è meglio di perfetto.

Nel frattempo ricordo che puoi sempre partecipare al programma di referral: invita amici e colleghi = ottieni regali, l’equazione è semplice.

Se invece dove siamo diretti non è di tuo gradimento, puoi abbandonare la nave cliccando l’apposito link alla fine della mail. È stato comunque bello navigare con te.

Al prossimo Black Friday,

Antonio

Oggi è Black Friday! Ma anche no.

Ci siamo, oggi è quel giorno dell’anno in cui perdiamo anche quell’ultima briciola di dignità rimasta, cercando di scovare tra scaffali ed ecommerce lo sconto migliore possibile. Chi più, chi meno, ci caschiamo tutti, anche da navigati marketer. Nemmeno in quanto tali, riusciamo a sfuggire al fascino di un half-price, così come è vero che giornate come questa, possono anche servire a rigenerare le disastrate casse aziendali, soprattutto dopo gli ultimi due anni. E se la pandemia ha stravolto il modo di lavorare o di fare la spesa, probabilmente andrà anche a rivedere, come il consumatore percepisce le attività promozionali previste per il Black Friday.

Mi ha fatto pensare l’ultimo rapporto di Razorfish in collaborazione con Vice Media Group: “The Truth, Myths and Nuances Behind Purpose”, che mira a comprendere come i consumatori di diverse generazioni si comportano quando prendono decisioni di acquisto e come sviluppano la loro fedeltà verso i brand.

Infatti, l’82% dei consumatori prende decisioni di acquisto in base al purpose, alla mission ed ai valori condivisi dai loro marchi preferiti. Lo studio è stato condotto in tre fasi di ricerca differenti, negli Stati Uniti, tra maggio e giugno 2021, tramite interviste telefoniche, un sondaggio online a 900 individui e analisi di sottoinsiemi di 150 partecipanti di diverse fasce d’età, con Gen Z, i millennial e Gen X equamente rappresentati.

Secondo la ricerca, la Gen Z è la forza trainante dietro le sempre più pressanti richieste di cambiamento. Non c’erano dubbi, a giudicare dal trasporto dimostrato verso temi sensibili quali sostenibilità, inclusione e diversità. Inoltre, la Gen Z non vede particolarmente di buon occhio le grosse aziende e non le considera in grado di rendere il mondo realmente un posto migliore. Nessuna novità, quindi, ma la pandemia ha mosso un cambiamento nelle priorità di chi fa shopping, e il numero di consumatori attenti a queste tematiche diventa sempre più alto. 

Nonostante il fervente interesse, gli sforzi dei marchi in questo senso sembrano essere ancora piuttosto deboli, sempre secondo il rapporto. Sia chiaro, a volte l’intenzione è genuina: alcuni sono diventati iconici grazie al loro impegno green ed attivismo, come nel caso di Patagonia, o per il loro impatto sociale, come Ben & Jerry’s. Altri ancora hanno ammesso le proprie colpe:

Ma è anche vero che sovente le campagne di comunicazione, le iniziative e gli impegni pubblici presi dai brand non hanno un impatto reale e sembrano piuttosto grandi opere di paraculaggine. Spesso assistiamo a tanta disinformazione e manipolazione emotiva da parte di molte aziende, le cui belle parole ed i blablabla (cit.) non vengono tradotte poi in fatti tangibili.

Greenwashing, Pinkwashing, Rainbow Washing e così via, restano esempi di impegno formale, ma solo superficiale.

A questo punto, preferisco di gran lunga la strategia di coloro che preferiscono fare un passo indietro, e che tendono a rimarcare l’autenticità dei propri valori, come nel caso di Pienosole, giovane brand di accessori rigorosamente Made in Italy, che ha scelto di non proporre alcuno sconto in occasione del Black Friday, come comunicato nella loro campagna 2020, e riproposta anche quest’anno.

E carina anche l’idea dello S.W.A.P. di Freitag che oggi chiuderà il suo store online ed incoraggerà invece a gli utenti a scambiarsi le loro borse pre-loved.

Le aziende, grandi o piccole che siano, hanno l’opportunità, e in un certo senso, l’obbligo, di abbinare alle loro parole azioni positive. Essere autentici e determinare la propria posizione rispetto alle tematiche sociali può avere un impatto reale ed immediato sulla comunità, e come diretta conseguenza, accrescere il valore del brand.

📰 NEWS

  • Ikea sempre sul pezzo: lancia la sua linea di mobili ed accessori dedicati al gaming.
  • Il social commerce (o live shopping) sbarca anche su Twitter: il crescente trend proveniente dalla Cina stuzzica anche il social di Jack Dorsey, che lancerà la prima live, in collaborazione con Walmart, con ospite il cantante Jason DeRulo.
  • Netflix ha creato un film horror animato con l’intelligenza artificiale, e fa davvero paura. Nel senso che è fatto bene.
  • È bastato un semplice tweet di Adele per convincere Spotify a rimuovere la funzionalità predefinita di riproduzione casuale dei brani di un album.

💡 LEARN

  • Perché, a differenza di Facebook, Instagram o DAZN, la piattaforma di Netflix non va mai in down?
  • Creare un trend su TikTok e diventare virali è facile, se sai come farlo. Ecco, questa approfondita guida ti spiega come.
  • Il third place è un concetto che identifica quei luoghi che non sono casa o lavoro. In quanto ‘luoghi informali di ritrovo pubblico’, sono luoghi di rifugio, dove le persone possono mangiare, bere, rilassarsi e comunicare con altri individui. Questi luoghi sono inoltre importanti perché aumentano il senso di appartenenza ad una comunità.
  • Un’altra monumentale guida di Demand Curve: dopo quella su LinkedIn, questa è su come lanciare (e far rendere) un ecommerce su Shopify.

📈 TRENDS + STATS

  • Come ogni fine anno, è tempo di previsioni: questa è quella sul consumatore del 2022 di WGSN e questa quella sul futuro dei media secondo Kantar.
  • Una bella lista di software di generazione testi basati sull’intelligenza artificiale. Copywriters, non temete, sono ancora ben lontani dall’essere perfetti.
  • Firenze, Milano e Bologna sono le città più digitali in Italia. È quanto è emerso dall’ultimo rapporto ICity Rank 2021.
  • Dal 29 Novembre al 2 Dicembre si terrà il Wired Trends 2022, il progetto di Wired Italia in collaborazione con Ipsos, che ha l’obiettivo di raccontare i trend dell’innovazione che caratterizzeranno il prossimo anno.

⚒️ TOOLS

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Tablerone

Con un nome così, non potevo non sceglierlo. Questo tool fa una sola cosa e bene: ti permette di gestire, archiviare e fare decluttering di tutte le tab che apri su Chrome.

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Neocities

Se hai qualche capello bianco, ricorderai certamente Geocities. Qualche pazzo furioso ha creato un clone quasi perfetto. Anche qui puoi creare il tuo miniblog o navigare saltando da un sito all’altro.

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