OnlyFans, Creator Economy e Platform Risk

Questo articolo doveva essere differente. Ma il social network britannico Onlyfans ha fatto dietrofront ed annunciato che continuerà ad accettare contenuti sessualmente espliciti sulla sua piattaforma — quelli grazie ai quali si era fatto un nome — facendo un passo indietro rispetto a quanto comunicato solo poche settimane prima. Ne avevo già parlato brevemente nella newsletter della settimana scorsa, ma il tema andava approfondito ulteriormente poiché una buona fetta di crescita della creators economy si è registrata proprio grazie ai contenuti a luci rosse, o NSFW.

Un breve riassunto: poche settimane fa Onlyfans aveva rilasciato un comunicato ufficiale dicendo che i creators non avrebbero potuto più pubblicare immagini o video porno sul sito. L’annuncio rappresentò uno shock proprio perché la startup aveva costruito tutto il suo successo sulla pornografia. Ma la decisione di vietare i contenuti sessualmente espliciti su Onlyfans non era casuale. Ad aprile Mastercard aveva deciso di introdurre nuove regole per le aziende che vendono contenuti per adulti. A partire da Ottobre, affinché le aziende che utilizzano questi servizi di pagamento potessero continuare a farlo, avrebbero dovuto infatti adempiere a nuovi obblighi ed effettuare maggiori controlli. Nuove e rigorose misure di controllo, consenso chiaro, univoco e documentato.

Ma con un tweet di poche ore fa (Mercoledì 25 Agosto, ndr) l’azienda inglese ha comunicato l’inversione di marcia:

La Creator Economy è davvero un sistema che funziona?

Anche se possiamo parlare di un lieto fine per OF, quello che è successo solleva più di una questione sulla creator economy.

Con la pandemia, abbiamo visto come sempre più creatori di contenuti abbiano fidelizzato il loro pubblico attraverso comunità a pagamento o piattaforme come Patreon, Twitch ed OnlyFans appunto. E anche social più famosi come Facebook, Instagram o Youtube hanno compreso come la pubblicità non sia più così remunerativa come qualche anno fa, hanno accolto il cambio di paradigma e preso la palla al balzo, investendo pesantemente in funzionalità al servizio dei creators.

Il caso OnlyFans si è verificato in realtà già diverse volte negli ultimi anni. Facebook apportò importanti cambiamenti al suo algoritmo nel 2018 sfrondando istantaneamente oltre il 50% del traffico di tanti creators. Google fece lo stesso modificando i suoi fattori di ranking nel 2014 e 2019, nel 2016 Twitter chiuse Vine dopo averla acquistata poco tempo prima, eliminando una ricca fonte di guadagno e visibilità per milioni di utenti.

Se non possiedi la piattaforma che utilizzi per rimanere in contatto con il tuo pubblico, non possiedi la tua comunicazione. Hai mai sentito parlare di platform risk? Quanto c’è da fidarsi di Facebook, Twitter, Youtube, TikTok, OnlyFans o la prossima next big thing quando si costruisce il proprio business?

Chiedere per info a Jack Butcher di Visualize Value

Io non sono un creator — forse più un curator — ma c’è un motivo se preferisco la cara vecchia email a tutto il resto. È vero, i social network o le piattaforme membership rimangono degli hub di pubblico essenziali per i creatori di contenuti. È su queste grandi piattaforme come Instagram o YouTube che è più semplice incontrare la propria audience di riferimento e convertirla in community affezionata.

Ma tutto questo ha un costo e solo pochi creators riescono a monetizzare. Infatti è un modello che inizia inesorabilmente ad assomigliare alla gig economy, con mercificazione dei lavoratori e precarietà economica mascherata da imprenditorialità. Un sistema non del tutto sostenibile.

Insomma, la stragrande maggioranza dei creators continuerà a raccogliere le briciole, mentre i colossi tech vedranno questo come un nuovo modo di fare sempre più profitti.

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Anche Ikea sbarca su TikTok: il marchio di arredamento svedese punta sulla Generazione Z con la campagna “ThatsOkBoomer”. Che vede la partecipazione di Elio e Madame.

Instagram e foto, fine dell’idillio. D’ora in poi, è sul video che la piattaforma concentrerà i suoi sforzi maggiori. Così dice Adam Mosseri, Head of Instagram.

E sempre TikTok stringe una partnership con Shopify per consentire acquisti di prodotti sulla piattaforma.

Zuckerberg lancia Horizon Workrooms per creare uffici in realtà virtuale per i vostri meeting (se le call su Zoom sono state un parto non oso immaginare…), mentre Elon Musk ha mostrato al Mondo il suo robot umanoide — il Tesla Bot — governato dall’intelligenza artificiale (con una presentazione alquanto bislacca). Dalla Silicon Valley è tutto.

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Abbiamo visto che ignorare o sottovalutare i cambiamenti culturali e tecnologici è molto pericoloso, e nella maggior parte dei casi la cecità è causata dall’inerzia dell’azienda stessa. Ecco 50 esempi di aziende che non sono riuscite a innovare nell’arco della loro esistenza.

Abbiamo visto allora che i giovani non sono più attratti dalla perfezione, ma dall’autenticità. Alcuni brand stanno progressivamente abbandonando i classici servizi fotografici patinati e chiedono alle modelle di realizzare le foto nelle proprie abitazioni.

Come ricordare sempre tutto (o quasi).

Le app conversazionali sostituiranno i siti web come interfaccia principale tra aziende e clienti. Ad affermarlo è Marc Caballé, fondatore della startup spagnola Hubtype.

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“Storie che incantano” è un libro su come i racconti di marca, prodotto, vita possono diventare distintivi. Su come la risonanza che siamo in grado di creare con gli altri attraverso i racconti può fare la differenza.

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Possiamo prevedere se un podcast verrà ascoltato solo studiandone lo stile linguistico? È questa la domanda che si pone il team R&D di Spotify, in uno studio pubblicato il 3 agosto. E più precisamente: “Studiando solo lo stile linguistico, è possibile sapere se un episodio finirà nel 25% del i podcast più ascoltati o nel 25% di quelli meno ascoltati”

Dove vanno i più giovani a cercare consigli di finanza personale? IlSole24Ore? FT? Ovviamente su TikTok e Instagram.

Unstoppable Women 2021. Le personalità femminili più importanti della scena tech italiana.

Il report sullo stato dell’Ecommerce Italiano 2021 di RetailX.

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Celeste Headlee lavora come conduttrice radiofonica da decenni e conosce bene gli ingredienti di una grande conversazione: onestà, brevità, chiarezza ed una buona dose di ascolto. In questo Ted Talk, condivide 10 regole utili per avere conversazioni migliori. “Esci, parla con le persone, ascoltale”, dice. “E, soprattutto, preparati ad essere stupito.”

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