LetMeTellIt #9 – TikTok e i suoi nemici, la cara vecchia email e qualche tool degno di nota.

Questo sarà l’ultimo episodio della newsletter prima delle ferie estive e anche più stringato. Tornerà con alcune migliorie, che spero saranno di vostro gradimento. Poi vi devo delle scuse: nella precedente newsletter ho cannato diversi link e titoli.

E’ evidente che mi servano delle vacanze.

Per farmi perdonare, vi lascio un aggregatore di newsletter italiane che ho creato qualche giorno fa, dove potete trovare nuove letture estive. 

Ho raccolto le pubblicazioni più interessanti che ho scoperto negli ultimi mesi, e le ho suddivise per categoria.  Se ne avete altre da suggerire, o ne scrivete una, potete utilizzare la funzione “Submit” direttamente sul sito.
TikTok e la cara vecchia email
Come avrete probabilmente letto negli ultimi giorni, ByteDance, il gruppo cinese proprietario di TikTok, ha ricevuto un vero e proprio ultimatum dal Governo Americano: “vendete una vostra quota di controllo a degli investitori americani, o andatevene per sempre dagli States.

Microsoft sta facendo dei passi avanti nella trattativa, ed acquisirebbe il controllo delle divisioni di Tik Tok in USA, Canada, Australia e Nuova Zelanda: il che è piuttosto ironico se si pensa al mega processo contro i big della Silicon Valley e le loro dubbie pratiche monopolistiche iniziato giusto qualche giorno fa (il colosso fondato da Bill Gates però, non era tra gli imputati).

Insomma, l’app preferita dai GenZers sta rischiando di subire un colpo pesantissimo. 

Diversi publisher nati su Tik Tok iniziano a guardarsi intorno e in tanti cercano di rubare lo scettro di app del momento. Io personalmente punterei su Triller (anche se alla fine la spunterà come sempre Zuck e la sua Reels)Tutto questo non fa altro che rafforzare ulteriormente i dubbi che da anni hanno tutti quelli che fanno business online: quando sei a casa di qualcun altro, devi attenerti alle sue regole. Che ti piaccia o no.Ad ogni cambio di algoritmo, il tuo business potrebbe essere penalizzato senza possibilità di appello.Chiedete a Buzzfeed che ne pensa a riguardo.

Ecco perché io personalmente, piuttosto che seguire la Next Big Thing, ho deciso di creare una connessione diretta con chi mi segue. E per farlo ho voluto scegliere il medium meno sexy e più abbottonato che esista: l’email.

VI lascio qualche dato che possa corroborare la mia tesi.Ci sono 3,9 miliardi di utenti con una casella di posta elettronica attivi nel mondo, rispetto ai 3,5 miliardi di utenti social media.

E sono previsti in crescita costante del 2-3% nei prossimi tre anni.

Oltre all’ampia adozione su scala mondiale, l’email ha due pregi ulteriori rispetto ai più grandi social network: engagement e reach.La diffusione organica di un post su Facebook, Twitter o Instagram è inferiore al 10%, mentre i tassi medi di apertura per l’email sono tra il 20-30% (la mia newsletter raggiunge il 45%).I CTR (quanti cliccano sui link) sono meno dell’1% sui social, mentre nel caso delle email sono circa il 3%.

Non c’è nessuno scossone nell’algoritmo di ranking di Google o in quello della reach di Instagram che possa scalfire una newsletter. La mailing list resterà sempre in piedi, finché gli iscritti decideranno di rimanere tali.

D: “E i GenZ? Nessuno di loro usa l’email!”
R: Vero, forse ora non la usano. Ma quando si iscriveranno all’Università o avranno un lavoro, anche loro avranno una casella di posta elettronica.

Pensaci quando strutturerai la tua Buyer Persona.

Insomma, quando vi svegliate la mattina e dite a voi stessi: “dobbiamo puntare ancora di più sui social network!, contate fino a 10 ed elaborate il concetto. Va bene essere presenti sui social, tutto fa brand awareness, ma ancor più importante è avere un filo diretto con i vostri fans / clienti senza alcun intermediario capriccioso tra loro e la vostra comunicazione.E quello lo puoi avere solo con una newsletter.
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