Twitter, il tuttofare

Twitter is on fire: se fino a pochi anni fa sembrava il cugino zoppo tra i grandi della big tech USA, recentemente ha annunciato nuove ed interessanti funzionalità per creators, tanto che è difficile anche stargli dietro: Revue, Scroll, Tip Jar, i Super Follows, Fleets, e Spaces, il competitor / clone (scegli tu) di Clubhouse che ora è disponibile anche su desktop.

Ma l’ultimo annuncio, in ordine cronologico è davvero originale. Il social dei cinguettii vuole ora fare dell’ecommerce una leva ulteriore di importante di crescita per l’azienda.

L’idea nasce dal fatto che molti utenti cercano informazioni su Twitter, prima di acquistare un determinato prodotto. Dovresti essere in grado di fare clic e acquistare qualcosa direttamente e senza alcuna frizione, ha annunciato il 25 maggio il Chief Financial Officer di Twitter Ned Segal alla virtual conference JP Morgan Global Technology, Media and Communications.

Jack Dorsey, a dire il vero, aveva brevemente menzionato i piani relativi sull’ecommerce già a Febbraio, confermando poi all’inizio di Marzo l’esito dei test su nuovi tipi di funzionalità tra cui un pulsante Acquista, con diretta integrazione dei dettagli del prodotto. Dopo Instagram e Facebook Shops, Snapchat e TikTok, Twitter è l’ultima piattaforma a lanciarsi nella corsa all’oro del commercio online.

Facilitando le vendite direttamente attraverso le app, i social media possono continuare a dimostrare l’efficacia dei loro strumenti agli inserzionisti, ha affermato Salvador Rodriguez di CNBC; che poi, sappiamo bene, è la spina dorsale di quasi il 90% delle strategie di revenue di prodotti di questo tipo.

Storicamente, siamo stati un po’ un’azienda monotematica, ammette David Wilding, responsabile della pianificazione di Twitter. Oggi, a seguito di una consapevolezza da parte del boss Dorsey, la piattaforma sta rafforzando e diversificando le sue offerte aggiungendo tante frecce al loro arco. Le acquisizioni di startup minori come Scroll e della piattaforma newsletter Revue sono state seguite poi dai lanci delle funzionalità Tip Jar, Super Follow, Fleets e Spaces appunto.

Giocano sui loro punti di forza — spiega Matt Navarra, esperto di social media — e costruiscono prodotti e nuove funzionalità sulla loro piattaforma, con strumenti ideati per aiutare i creators a guadagnarsi da vivere senza dover dipendere da più servizi differenti: non sarà più necessario avere un account Twitter, uno Revue e uno Patreon d’ora in poi. L’uccellino blu cannibalizza più strumenti, e mentre altri fanno unbundling, Dorsey preferisce riunire più funzionalità sotto lo stesso cappello.

Mentre per anni è stato considerato lo sfigato del gruppo, Twitter ora vuole raddoppiare il suo tasso di crescita già da quest’anno. Negli ultimi due anni o giù di lì, hanno cercato di recuperare il ritardo, come afferma Rohit Kulkarni, amministratore delegato della società di investimento MKM Partners e non è difficile pronosticare una crescita di questo social sotto diversi punti di vista.

📰 News

  • Il software sta mangiando il mondo e le auto sono le prossime sul menu. Questo è quello che pensa Jim Adler, amministratore delegato di Toyota AI Ventures, che parla di appetito delle aziende tech per il mercato automotive.
  • Le poste spagnole hanno deciso di ricordare l’anniversario dell’omicidio di George Floyd pubblicando una serie di francobolli, chiamata Equality Stamps. Ma il risultato non è stato quello sperato.
  • A quanto pare Netflix vuole diventare…il Netflix dei videogames.
  • L’Italia è il primo produttore mondiale di vino. Secondo l’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (OIV), l’anno scorso l’Italia ha mantenuto il primato con una produzione di circa 48,5 milioni di ettolitri, seguita da Francia e Spagna. Ma la crescita del numero di vigneti adibiti al prosecco se da una parte è motivo di crescita economica, dall’altra rappresenta un pericolo per la flora circostante e la salute delle persone che vivono nella zona. In questa regione viticola, infatti, l’uso dei pesticidi è molto alto e diffuso.
  • Alcuni ricercatori hanno scoperto che i dati dell’accelerometro presente sugli smartphone possono rivelare la posizione delle persone, le password, le caratteristiche del corpo, l’età, il sesso, lo stile di guida e possono essere utilizzati per ricostruire le parole pronunciate accanto al dispositivo. Rassicurante, no?

💡 Learn

  • I 5 errori più comuni che si commettono quando si vuole fare un Customer Survey.
  • Una ricerca condotta da un team dell’Università di Hong Kong rivela che, quando gli utenti sono consapevoli che un annuncio sponsorizzato che vedono è personalizzato in base al loro target, il loro interesse per questi prodotti aumenta, e tendono così ad approfondire la loro ricerca.
  • Gli spazi del web e dei social sono spesso attraversati da ondate polemiche, rabbie improvvise e virali. A guardare più da vicino, ci sono elementi ricorrenti, tutt’altro che casuali. E ci caschiamo tutti. Questo dark pattern viene eviscerato da Laura Fontana per Linkideeperlatv.
  • Leggendo questo ho scoperto di essere un Geriatric Millennial. Mentre i boomer vengono ora chiamati in un altro modo.
  • Non so se è questo il taglio che gli sviluppatori volevano dare a Clubhouse, ma da qualche tempo l’app di social audio è un proliferare di scammer, get-quick-rich schemes e più o meno affidabili business coach. Parlano del fenomeno sulla newsletter di Cybernaut.
  • Come un piccolo ecommerce cinese che vendeva abiti per matrimoni, sta per diventare più grande di Amazon. Interessante analisi su Shein, da parte di Paolo Serra.
  • Una serie di strumenti utili per fare web stories. Da Fast Letter, la newsletter di Giorgio Tave.

📈 Trends & Stats

  • È uscita la nuova edizione dello studio semestrale di Havas Media sui Meaningful Brands. Basato su un sondaggio di opinione di 395.000 persone in tutto il mondo, riporta che il 75% dei marchi potrebbe scomparire ed essere facilmente sostituito, e solo il 47% dei marchi è considerato realmente affidabile.
  • Alcuni dati statistici sul marketing nei videogame per il 2021 secondo il report di Facebook Gaming.
  • Lo stato dell’arte della Creator Economy nel 2021 secondo Influencer Marketing Hub, ed un’altra interessante guida, sempre sul mondo dei creators, su Antler.
  • Il WSJ ha analizzato la redditività delle piattaforme di delivery e dei ristoranti di DoorDash e Uber Eats. Spoiler: non stanno ancora facendo utili.
  • L’adozione degli strumenti web e social da parte dei consumatori durante la pandemia di Covid-19 sembra ora aver raggiunto un plateau, dopo l’impennata del 2020, ma i brand dovranno continuare a migliorare e sfruttare sempre più i propri canali digital per continuare ad attrarre i propri clienti o resteranno indietro. Questo è quanto emerge da un interessante report di McKinsey.

⚒️ Tools

Pory

Pory è una piattaforma ideata per la creazione di siti Web e app Web basati sui dati che sfrutta le enormi potenzialità di Airtable e di altri strumenti senza codice.

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Trascinando e rilasciando i componenti puoi trasformare semplici progetti in applicazioni reali in pochi minuti anziché ore. Sfrutta i numerosi widget per creare app, sia per iOS che per Android, anche molto complesse ed esteticamente professionali (qualche rudimento di programmazione non è indispensabile ma aiuta).

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Butter

L’ennesimo tool di conferencing e workshop, è uno strumento creato appositamente per ospitare sessioni coinvolgenti e interattive nel modo più fluido possibile. Fornisce agli utenti (fino a 100 gratuitamente) ed in un’unica schermata, tutti gli strumenti di cui hanno bisogno per collaborare ed interagire con gli altri, come agende, sotto gruppi di lavoro, sondaggi in real time, stanze di meditazione con musica in sottofondo e molto altro.

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Una serie di strumenti utili per progettare, prototipare e sviluppare siti sempre più accessibili ed inclusivi.

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